Religione popolare cinese

Da Ufopedia.

Cerimonia pubblica al Tempio di Shennong-Yandi, a Suizhou, in Hubei.
Tempio in vetro dedicato alla dea Mazu, costruito nel 2010 a Lukang, Changhua, a Taiwan.
Altare in un tempio dedicato a Tudi Gong, a Quanzhou, in Fujian.
Altar del Tempio dei Cinque Ufficiali a Haikou, in Hainan.

La religione tradizionale cinese, anche detta Shenismo (Template:Cinese), è la religione etnica dei Cinesi Han, consistente nel culto degli "shen" (Template:Lang shén, traducibile in "divinità", "spiriti", "consapevolezze", "coscienze", "archetipi"), che possono essere divinità della natura e del luogo, antenati deificati come gli dèi dei lignaggi (clan), dei villaggi o delle città, della nazione cinese (eroi culturali), o gli antenati della famiglia. Tali dèi e spiriti sono considerati forme medianti del Tian (Template:Lang), il Cielo (che corrisponde al Cosmo o all'Uno del pensiero europeo). Il drago (Template:Cinese) è considerato un simbolo della potenza generativa nel suo principio yang (maschile, ordinatore). Narrative sacre riguardanti le più importanti di queste divinità sono state codificate nel corso del tempo nella mitologia cinese.

Tali culti sono sovente categorizzati come "Taoismo", poiché il Taoismo è scaturito da un processo di formalizzazioni dottrinali di idee già contenute nella religiosità indigena cinese; inoltre nei secoli le istituzioni taoiste hanno giocato un ruolo di amministrazione, e spesso assimilazione, dei culti locali. Il Confucianesimo nel suo aspetto religioso coincide con il culto degli antenati mediatori del Tian.

Il Confucianesimo imperiale tollerò i culti popolari, in modo non dissimile da quanto avvenne nel mondo greco antico nel rapporto tra scuole filosofiche e religione tradizionale greca. Anche se ciò avvenne in modo specularmente opposto, ovvero: nell'antica Grecia la filosofia era un fatto privato e la religione un fatto pubblico; in Cina la religione popolare era un fatto privato mentre la dottrina canonica era un fatto pubblico.[1]

Secondo statistiche riferite al 2010, in Cina la religione tradizionale è praticata da 932 milioni di persone (56%), di cui 173 milioni (13%) in un inquadramento rituale e/o dottrinale taoista.[2] A Taiwan, secondo statistiche del 2005, il 33% della popolazione si identifica come "taoista", comprendendo in tale definizione anche i culti locali.

Nei primi decenni della sua dominazione la Repubblica Popolare Cinese cercò di eliminare questa religione, ma a partire dagli anni 1980 ha vissuto una rinascita sia in Cina che a Taiwan. Oggi alcuni culti di importanza nazionale sono celebrati dal governo cinese, tra questi il culto della dea Mazu nella Cina meridionale, il culto di Huangdi (l'"Imperatore Giallo", venerato come patriarca di tutti i Cinesi, i "Figli del Drago") e Yandi, il dio dell'agricoltura Shennong, Pangu, Caishen e altre divinità.

Voci correlate

Note

  1. Max Weber, Sociologia della religione, II, pag. 237.
  2. 2010 Chinese Spiritual Life Survey conducted by Dr. Yang Fenggang, Purdue University’s Center on Religion and Chinese Society. Statistics published in: Katharina Wenzel-Teuber, David Strait. People’s Republic of China: Religions and Churches Statistical Overview 2011. Religions & Christianity in Today's China, Vol. II, 2012, No. 3, pp. 29-54, ISSN: 2192-9289.

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